Ventitré giorni
Una nascita arrivata prima del tempo. La paura, l’attesa e un dito offerto attraverso il vetro di un’incubatrice.
Un romanzo di Tullio Condello
Ci sono figli che entrano nella vita dei padri. E figli che la rifondano.
Un romanzo sulla paternità e sull’amore tra padre e figlio.

“Tu non mi hai salvato dal mio passato. Hai fatto qualcosa di più grande: mi hai dato un futuro al quale desiderare di appartenere.”Il nome che mi hai dato

Nel nome pronunciato da suo figlio, un uomo scopre il solo nome capace di dargli un futuro: papà.
Attraverso sei anni di gesti minimi e assoluti — mani da stringere, febbri da attraversare, attese, partenze del lunedì, silenzi, favole e ritorni — il romanzo racconta la paternità non come sentimento astratto, ma come carne, presenza e destino.
Giuseppe Aurelio Vittorio non è il centro di una contesa: è il centro di una vita. In questa luce semplice e terrestre, Tullio Condello consegna al lettore un romanzo intimo e necessario sull’amore di un padre.
Una nascita arrivata prima del tempo. La paura, l’attesa e un dito offerto attraverso il vetro di un’incubatrice.
Il lunedì, il silenzio della casa e la promessa ostinata di tornare. Perché un figlio possa separarsi senza sentirsi abbandonato.
La libertà di crescere custodita da un padre che impara quando intervenire e quando restare soltanto vicino.
Il dialogo continua anche nell’ascolto. Gli episodi del podcast, qui sul sito del romanzo.
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Prima di leggere
Il romanzo di Tullio Condello racconta l’amore di un padre attraverso sei anni di gesti quotidiani, attese e ritorni. È pubblicato da Noxelira Edizioni.
A chi cerca una storia sul rapporto tra padre e figlio, sugli affetti familiari e sul significato di esserci nella vita di un bambino. Le attese, le partenze e i ritorni prendono forma nei gesti quotidiani dei personaggi.
È un romanzo. La paternità è raccontata attraverso scene, dialoghi e sentimenti: l’esperienza di un padre e di suo figlio, pagina dopo pagina.
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Poi mi hai chiamato papà, e ho compreso che tutti gli altri erano stati soltanto provvisori.
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