Un romanzo di Tullio Condello

Il nome che mi hai dato

Ci sono figli che entrano nella vita dei padri. E figli che la rifondano.

Un romanzo sulla paternità e sull’amore tra padre e figlio.

Copertina del romanzo Il nome che mi hai dato di Tullio Condello
“Tu non mi hai salvato dal mio passato. Hai fatto qualcosa di più grande: mi hai dato un futuro al quale desiderare di appartenere.”
Il nome che mi hai dato
Un padre tiene in braccio il figlio sorridente
Un nome semplice e immenso

Un romanzo sull’amore di un padre

Nel nome pronunciato da suo figlio, un uomo scopre il solo nome capace di dargli un futuro: papà.

Attraverso sei anni di gesti minimi e assoluti — mani da stringere, febbri da attraversare, attese, partenze del lunedì, silenzi, favole e ritorni — il romanzo racconta la paternità non come sentimento astratto, ma come carne, presenza e destino.

Giuseppe Aurelio Vittorio non è il centro di una contesa: è il centro di una vita. In questa luce semplice e terrestre, Tullio Condello consegna al lettore un romanzo intimo e necessario sull’amore di un padre.

Una vita raccontata nei gesti

01

Ventitré giorni

Una nascita arrivata prima del tempo. La paura, l’attesa e un dito offerto attraverso il vetro di un’incubatrice.

02

Le partenze

Il lunedì, il silenzio della casa e la promessa ostinata di tornare. Perché un figlio possa separarsi senza sentirsi abbandonato.

03

“Faccio io, papà”

La libertà di crescere custodita da un padre che impara quando intervenire e quando restare soltanto vicino.

Ritratto dipinto di Tullio Condello accanto al suo alano
Tullio Condello ritratto
L’autore

Tullio Condello

Tullio Condello è un imprenditore e autore calabrese. Leggere, studiare e scrivere sono le passioni che accompagnano la sua vita.

Ha compiuto gli studi classici presso il liceo «M. Morelli» di Vibo Valentia e ha proseguito la propria formazione alla facoltà di Giurisprudenza dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Ha vissuto molti anni a Bologna e successivamente a Dubai, svolgendo attività imprenditoriali prima in Italia e poi all’estero. È rientrato in Calabria, a Francavilla Angitola, per essere vicino alle zie ammalate.

Attribuisce alla conoscenza della lingua italiana un valore essenziale: saper scegliere le parole significa poter esprimere con precisione il proprio pensiero. Crede nella cultura come fondamento della libertà e nella sua capacità di offrire ai giovani gli strumenti per riconoscere e respingere il fascino di falsi miti, modelli di successo e scelte di vita che conducono alla distruzione di sé e dei legami sociali.

In Il nome che mi hai dato, questa attenzione alla vita delle persone incontra l’esperienza più intima della paternità: l’amore per un figlio, raccontato attraverso la presenza, le attese e i gesti di ogni giorno.

Il percorso imprenditoriale e il progetto con gli alani

Il suo percorso imprenditoriale comprende l’edilizia e le costruzioni, le energie rinnovabili e i grandi impianti, con attività svolte prevalentemente in rapporto diretto con Stati africani nel settore energetico. Si occupa inoltre del commercio di pietre preziose — diamanti, zaffiri e smeraldi — e ha un proprio marchio di gioielli di alta gamma.

Parla italiano, francese e spagnolo. In inglese riesce a farsi comprendere, pur non utilizzandolo nella scrittura; per le trattative più impegnative in questa lingua si avvale di un interprete.

Alla passione per gli alani dedica un progetto che considera anche un sogno personale: realizzare un centro nel quale allevare e preparare i cuccioli a percorsi di interventi assistiti con gli animali, comunemente conosciuti come pet therapy. Il desiderio è affidare i propri cani alle famiglie come presenza di supporto, con particolare attenzione alle persone autistiche, a chi convive con la malattia di Alzheimer e ad altre condizioni di fragilità. Il progetto è in sviluppo: sta lavorando alla definizione di collaborazioni con due centri internazionali, uno in Svizzera e uno negli Stati Uniti.

Perché ho scritto questo romanzo

Ho scritto Il nome che mi hai dato mettendoci tutto me stesso. Ho voluto scrivere con scrupolo, restando fedele a ciò che ho vissuto e sentito, anche quando raccontarmi significava mostrare le mie imperfezioni. Nessuno è perfetto. Credo però che ciascuno di noi possa fare del proprio meglio, imparare dai propri errori e continuare a migliorarsi.

Chi non mi conosce di persona spesso incontra, prima di me, un’immagine: quella che i media e gli errori del mio passato mi hanno costruito addosso. Dentro quell’immagine non c’è tutta la mia vita.

Un uomo non si esaurisce nel suo momento peggiore. È anche ciò che sceglie nei giorni successivi, il modo in cui cerca di migliorare, la vita che conduce nella propria intimità. È anche quello che gli altri non hanno avuto occasione di conoscere.

Ho affidato a queste pagine i miei sentimenti, le mie fragilità e l’amore per mio figlio. Ho voluto che chi legge potesse incontrarmi anche lì, nei giorni e nei gesti che raccontano la parte più intima di me.

Il podcast di Tullio Condello

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Prima di leggere

Il romanzo: storia, formati e autore.

Di cosa parla Il nome che mi hai dato?

Il romanzo di Tullio Condello racconta l’amore di un padre attraverso sei anni di gesti quotidiani, attese e ritorni. È pubblicato da Noxelira Edizioni.

A chi si rivolge questo romanzo sulla paternità?

A chi cerca una storia sul rapporto tra padre e figlio, sugli affetti familiari e sul significato di esserci nella vita di un bambino. Le attese, le partenze e i ritorni prendono forma nei gesti quotidiani dei personaggi.

È un manuale per genitori?

È un romanzo. La paternità è raccontata attraverso scene, dialoghi e sentimenti: l’esperienza di un padre e di suo figlio, pagina dopo pagina.

In quali formati sarà acquistabile?

La pagina del libro permette di scegliere fra copia cartacea, eBook e PDF. La disponibilità per l’acquisto è indicata nel carrello. L’audiolibro al momento non è disponibile.

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Dove trovo il podcast?

Gli episodi pubblicati dall’autore si ascoltano direttamente nella sezione podcast. Troverai qui gli episodi man mano che l’autore li pubblica.

Noxelira · Casa editrice indipendente

Prima di te avevo un nome.

Poi mi hai chiamato papà, e ho compreso che tutti gli altri erano stati soltanto provvisori.

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